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"Chateau d'Yquem", premier cru supérieur dal 1855, le "Roi" du Sauternes.



La bottiglia più preziosa di vino bianco finora venduta al mondo è una bottiglia di Chateau d'Yquem del 1811 venduta per la ragguardevole somma di 117.000 dollari.


Il leggendario Château d’Yquem rappresenta una straordinaria eccellenza fin al lontano 1855, allorché l’imperatore francese Napoleone III richiese di redigere una classificazione dei migliori vini della regione di Bordeaux per l’Esposizione Universale di Parigi.

Questa classificazione prevedeva che i vari Châteaux fossero sistemati in ordine di importanza enologica e prestigio dal primo al quinto cru: per sottolineare la sua eccezionalità, lo Château d’Yquem ottenne una categoria a sé, al di sopra dei cinque livelli.

Non è solo un grande vino, è anche e soprattutto un simbolo che va oltre le mode e le annate; è un vino prezioso, longevo, costante, pressoché inimitabile.


Nel terzo libro de' "La recherce du temp perdu" di Marcel Proust, leggiamo:

"..... intanto, sorseggiando dell'Yquem, proveniente dalle cantine dei Guermantes, assaporavo qualche 'ortolano' cucinato secondo una delle numerose ricette elaborate e prudentemente modificate dal duca".

Lo Château d’Yquem può vantare quasi cinque secoli di storia. La conduzione è passata nel tempo dalla famiglia Sauvage ai Lur-Saluces, con Bertand de Lur-Saluces, che nel 1966 designò come erede il fratello Alexandre de Lur-Saluces. A partire dal 2004 la conduzione è stata affidata al manager Pierre Lurton, per volontà del gruppo LVMH di Bernard Arnault, che dal 1999 è azionista di maggioranza.



Le Vigne di Château d'Yquem si trovano nella regione della Gironde esattamente a Sauternes, che si trova nella parte meridionale di Bordeaux. Lo Château d’Yquem si estende su 113 ettari di vigneti che sono coltivati per l’80% con uva sémillon e per il 20% con sauvignon blanc, in un’area unica dal punto di vista pedoclimatico, capace di creare le condizioni ottimali per lo sviluppo della muffa nobile, la Botrytis Cinerea.

Le due uve sapientemente assemblate formano un blend magico dove al sémillon è affidato il compito di apportare aromi, corpo e dolcezza, mentre al sauvignon il contributo in acidità, che consente a questi nettari di sfidare decenni in cantina. Il vino mitico di questa cantina è frutto di un lungo e paziente lavoro: conduzione ancestrale della vigna, vendemmia eseguita in più passaggi - localmente definiti “tries” - e raccolta a mano di acini minuziosamente selezionati solo tra quelli migliori e perfettamente disidratati, infine una lenta maturazione in cantina. La vinificazione dello Château d’Yquem avviene solo se le condizioni climatiche dell’annata permettono di mantenere alta la qualità di questa massima espressione dei Sauternes e storicamente diversi millesimi non sono stati vinificati esattamente nel 1910, 1915, 1930, 1951, 1952, 1964, 1972, 1974, 1992, 2012.

Non potrete mai bere un bicchiere d’Yquem di queste annate. Infatti allo Château, se la vendemmia non rispetta gli standard rigorosi di eccellenza, non vengono imbottigliati i Sauternes millesimati ma tutta l’uva sarà usata per produrre l’altro vino d’Yquem, il bianco secco “Y”. Questo per farvi capire come la meticolosità e la volontà di raggiungere sempre la perfezione contraddistingua lo Château d’Yquem; e forse non si potrebbe fare altrimenti quando per ottenere un unico bicchiere di Sauternes è necessario utilizzare tutta l’uva di una pianta di vite.



Le particolari caratteristiche di pregio del Sauternes Chateau d'Yquem lo rendono uno dei vini più preziosi e quindi costosi al mondo, e non di rado una bottiglia di buona annata spunta valori che superano generosamente le migliaia di euro. Il Sauternes più di ogni altro vino è esposto ai capricci del caso: le condizioni devono mantenersi favorevoli tutto l’anno – un concorso di nebbie e umidità – per far sì che la muffa nobile Botrytis cinerea attacchi gli acini e li trasformi in gioielli zuccherini: questo fungo metabolizza la buccia riducendo il contenuto d’acqua nella polpa; così aumenta la concentrazione dello zucchero per acino e allo stesso tempo c’è una diminuzione naturale dell’acidità. La vendemmia avviene poi durante diversi raccolti (dalle 5-6 volte fino ad anche 10-11, prolungando la vendemmia anche a un massimo di otto settimane) e gli acini sono controllati a uno a uno per ottenere l’uva alla giusta maturazione e con il perfetto sviluppo della muffa.



COME SERVIRE IL SAUTERNES "CHATEAU D’YQUEM"


Partiamo dalla temperatura: si consiglia di proporlo a 9°C quando è giovane, mentre ci si può spingere fino ai 12-13°C per le annate più storiche (calcolate 15 anni).

È sicuramente un vino da dessert, in perfetto equilibrio tra spirito zuccherino e gusto acido, ma la sua complessità e la persistenza gusto-olfattiva lo rende perfetto anche per aprire in modo sontuoso il pasto.


Le caratteristiche organolettiche di alcolicità e astringenza permettono al Sauternes di accompagnare cibi strutturati e grassi; straordinario connubio con formaggi erborinati (Stlton, Roquefort, Blu d'Auvergne...) o con foie gras (magari d'oca e del Perigord), e perché no con un ruvido cioccolato artigianale di Modica e scorze di agrume candito che trovano nella Bottega di Bonaiuto, collocata proprio nel centro storico modicano, eccelsa espressione.




Vi consiglio di visitare il bellissimo web site di Chateau d'Yquem all'indirizzo:

www.yquem.fr

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